lunedì 11 giugno 2012

lleanza per l'Italia

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Alleanza per l'Italia
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Presidente Francesco Rutelli
Vicepresidente Enrico Boselli
Pino Pisicchio
Coordinatore Lorenzo Dellai

Stato Bandiera dell'Italia Italia
Fondazione 11 novembre 2009
Sede Largo della Fontanella di Borghese, 84 00185 Roma

Ideologia Centrismo,
Liberalismo,
Cristianesimo sociale,
Cristianesimo democratico
Collocazione Centro
Coalizione Nuovo Polo per l'Italia
Partito europeo Partito Democratico Europeo
Gruppo parlamentare europeo Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa
Affiliazione internazionale Alleanza dei Democratici, Internazionale Liberale (osservatore)[1]
Seggi Camera
5 / 630
Seggi Senato
7 / 315
Seggi Europarlamento
0 / 73
Seggi Consiglio regionale
6 / 1117

Organizzazione giovanile Api Giovani
Iscritti 50.000 (2011)

Sito web www.alleanzaperlitalia.it
Alleanza per l'Italia (ApI) è un partito politico italiano di orientamento centrista e liberale fondato il 22 ottobre 2009 da Francesco Rutelli (ex Partito Democratico), Andrea Mondello, Bruno Tabacci (ex Movimento Federativo Civico Popolare) e Giuliano Da Empoli[2].
Il movimento ha l’obiettivo di organizzare iniziative politiche, studi e ricerche economiche e sociali per contribuire al rinnovamento del Paese; sviluppare la conoscenza delle trasformazioni economiche, sociali, politiche ed istituzionali in relazione ai nuovi scenari europei e internazionali; il tutto anche in collaborazione con Centri di studio, Associazioni culturali e scientifiche.
Presidente dell'Assemblea e del Consiglio nazionale è Bruno Tabacci.
Il 25 novembre 2009 aderiscono ad Alleanza per l’Italia : Giuseppe Bicchielli, Massimo Calearo Ciman, Marco Calgaro, Lorenzo Dellai, Claudio Gustavino, Guido Improta, Linda Lanzillotta, Vilma Mazocco, Donato Renato Mosella, Giuseppe Pisicchio, Gianni Vernetti.Annuncia la sua adesione ad API anche l'ex Sindaco di Parma e Presidente del Consiglio comunale di Parma Elvio Ubaldi.
In seguito, al movimento aderiscono principalmente ex-margheritini e rutelliani del PD e moderati dell'Italia dei Valori.
Ha tenuto la prima assemblea nazionale l'11 e il 12 dicembre a Parma[3].
Il 22 dicembre 2009 viene presentato il simbolo del partito: un tondo con due api tricolori che volano intorno a un fiore d'arancio, su sfondo azzurro chiaro[4].
Il 9 dicembre 2010 il simbolo viene modificato con la scomparsa delle api e l'ingrandimento del nome, il tutto su uno sfondo blu cobalto. [5].
Il 15 dicembre 2010 l'Alleanza per l'Italia aderisce al Nuovo Polo per l'Italia, coalizione nata dall'incontro con Futuro e Libertà per l'Italia e l'Unione di Centro[6].

Indice

Storia

Dall'estate 2008, Francesco Rutelli cominciò a criticare il Partito Democratico, considerato collocato troppo a sinistra[7][8][9]. Nel gennaio 2009 il presidente della Provincia autonoma di Trento, Lorenzo Dellai, chiarì che la propria formazione politica, l'Unione per il Trentino, non era una lista civica legata al Partito Democratico, ma qualcosa del tutto separata perché suo intento era di creare una forza politica che desse voce alla cultura popolare e a quella autonomista[10]. Il 12 settembre 2009, Francesco Rutelli fu ospite degli Stati Generali del Centro organizzati dall'UDC, dove ribadì il suo desiderio di un'alleanza con il partito di Casini[11]. Il 30 settembre, Rutelli pubblicò il suo libro La svolta. Lettera a un partito mai nato[12] in cui espose le sue critiche al PD. Era critico soprattutto su tre punti chiave, già posti all'atto dello scioglimento de La Margherita:
  1. l'adesione del partito all'Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici al Parlamento europeo[13][14];
  2. il collateralismo con la CGIL, che aveva contrassegnato i DS[15];
  3. l'assenza di pluralismo politico nel PD, secondo Rutelli non c'è un partito nuovo, ma il ceppo del PDS con molti indipendenti di centrosinistra[15], accentuato dal passaggio di segreteria da Dario Franceschini a Pier Luigi Bersani.
Il 28 ottobre 2009 Rutelli e Bruno Tabacci, insieme a Massimo Cacciari, Giuliano da Empoli, Lorenzo Dellai, Linda Lanzillotta, Vilma Mazzocco, Roberto Mazzotta, Andrea Mondello, Elvio Ubaldi e Giuseppe Vita, pubblicarono il Manifesto per il Cambiamento e il Buongoverno[16][17]
Molti videro questa associazione come l'intento di Tabacci e Rutelli di dar vita a un nuovo partito sul modello del Kadima israeliano[18]. Tre giorni dopo, il 31 ottobre, infatti Rutelli lasciò ufficialmente il PD[19]. L'8 novembre 2009 Tabacci lasciò l'UdC accusandolo di essere troppo accondiscendente nei confronti del centro-destra[20].
Proprio sulla scorta del Manifesto per il cambiamento e il buongoverno, nasce Alleanza per l'Italia, che ha avuto la sua assemblea fondativa a Parma l'11 e il 12 dicembre 2009,[21], e che si propone come un nuovo movimento politico di centro, liberale, popolare e riformista, indipendente da PD e PdL, e pronto a un'alleanza con l'UDC.

Elezioni regionali del 2010

In vista delle elezioni regionali del 2010 il direttivo di Alleanza per l'Italia decide di presentare delle liste con proprio simbolo nelle Marche, in Campania, in Basilicata e in Calabria (in quest'ultima come Alleanza per la Calabria). In queste quattro regioni totalizza 135.190 voti con una media del 2,88% eleggendo un consigliere rispettivamente in Campania, Marche e Basilicata.
Il 20 aprile 2010 aderiscono al partito i liberali Valerio Zanone, che costituiscono il Comitato Liberale di Alleanza per l'Italia [22][23]; il 22 aprile scelgono di aderire ad ApI oltre cinquanta ex Verdi, che si presentano come Ambientalisti del Buongoverno, l'ex deputato verde Camillo Piazza[24][25] e l’ex assessore regionale calabrese Diego Tommasi, che fondano l'associazione Alleanza Ecologica per l'Italia[26].

Assemblea de La Margherita e I Festa nazionale Alleanza per il Futuro

Il 21 giugno 2010 si è tenuta una riunione dell'assemblea federale de La Margherita, convocata dal senatore Enzo Bianco. All'assemblea ha partecipato anche Francesco Rutelli e ciò ha riacceso i dubbi intorno a una possibile scissione dell'area popolare e liberaldemocratica del PD verso l'Alleanza per l'Italia e una rinascita de La Margherita.[27][28][29]
Alleanza per l'Italia ha tenuto la sua prima festa nazionale, battezzata Alleanza per il Futuro, a Labro, borgo in provincia di Rieti, dal 2 al 5 settembre 2010. Francesco Rutelli, leader di Api, presentando l'iniziativa ha detto che il programma politico della festa va oltre le maggiori iniziative dei maggiori partiti ed è un passo nella costruzione di quel 'terzo polo' che dovrà rompere lo schema bipolare che ha fallito.[30] Alla festa hanno preso parte anche il leader dell'Unione di Centro, Pier Ferdinando Casini, che si è confrontato con Lorenzo Dellai sul futuro del Centro italiano, il presidente della Camera Gianfranco Fini, il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani e i ministri Maurizio Sacconi e Mariastella Gelmini[31].

Il Fronte Moderato e poi il Terzo Polo

Il presidente di Alleanza per l'Italia, Francesco Rutelli, ha auspicato la nascita in tempi rapidi di un Terzo Polo da costruire insieme all'Unione di Centro, ai delusi de Il Popolo delle Libertà e del Partito Democratico e al nuovo gruppo di Futuro e Libertà e attaccato il bipolarismo che non ha funzionato in Italia, sostenendo che, se si andasse ora al voto, il primo partito sarebbe quello degli astenuti.[32][33][34]
In occasione della mozione di sfiducia al sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, il neonato gruppo dei finiani Futuro e Libertà per l'Italia, l'Unione di Centro, Alleanza per l'Italia e il Movimento per le Autonomie scelgono di astenersi.[35] Pier Ferdinando Casini ha definito questa alleanza "un'area di responsabilità nazionale";[36] Francesco Rutelli ha parlato della necessità di unire le forze che vogliono fare le riforme ed esercitare una grande responsabilità;[37] dello stesso avviso anche il capogruppo di FLI, Italo Bocchino, che in un editoriale su Il Secolo d'Italia ha scritto che si tratta di una responsabilità spesso messa sotto i piedi da un violento spirito di parte, da una faziosità senza limiti e da una partigianeria che non possiamo condividere.[38] Gli astenuti totali sono stati 75.[39] Sono stati molti, tra giornali e intellettuali, a definire questa alleanza tra moderati, un possibile embrione di Terzo Polo.[40][41][42].
Nel settembre 2010 i deputati Massimo Calearo Ciman e Bruno Cesario, facenti parte degli otto deputati fuoriusciti dal Partito Democratico], lasciano il partito per appoggiare il Governo Berlusconi IV e il 30 ottobre dello stesso anno aderisce ad ApI anche l'europarlamentare Vincenzo Iovine, eletto nelle liste dell'Italia dei Valori, che costituisce il sottogruppo di Alleanza per l'Italia al Parlamento europeo[43][44].
Il 9 dicembre 2010, Rutelli presenta un nuovo restyling del simbolo del partito[45] e annuncia l'adesione di Enrico Boselli, ex leader di Sdi e Partito Socialista Italiano, che diventerà vicepresidente del partito[46].
Il 15 dicembre 2010, ApI ufficializza l'adesione al Nuovo Polo per l'Italia, successivamente denominato Terzo Polo (nome ufficiale del gruppo al Senato)[47].
Il 24 dicembre al partito aderisce anche il senatore democratico Riccardo Milana[48]. Il 15 febbraio 2011, è la volta della Teodem Emanuela Baio Dossi, che lascia il Pd aderendo ad Api,[49] seguita a distanza di qualche giorno dal senatore trentino Claudio Molinari[50][51].
Il 22 marzo 2011 il deputato torinese Marco Calgaro decide di lasciare l'ApI per aderire all'Udc[52].
Il 5 e 6 marzo 2011 si svolge la Prima Assemblea Nazionale del movimento giovanile di API (API giovani) che elegge Laura Venneri coordinatrice nazionale[53].
Il 20 maggio, all'Assemblea regionale siciliana i due deputati dell'Api, Mario Bonomo e Giuseppe Lo Giudice, fondano, insieme a quattro deputati del misto, il gruppo Alleati per la Sicilia, che aderisce all'intergruppo del Nuovo Polo per l'Italia (insieme a Udc, Fli ed Mpa) e sostiene il governo di Raffaele Lombardo[54]; nel successivo mese di agosto però entrambi i parlamentari regionali si dimettono dall'Api[55].

Gruppo al Senato e la II Festa nazionale Noi per cambiare l’Italia

L'11 luglio 2011 nasce al Senato un nuovo gruppo parlamentare formato da Futuro e Libertà e Alleanza per l'Italia denominato Per Il Terzo Polo (Api-FLI)[56]. Viene eletto presidente del gruppo il leader ApI Francesco Rutelli[57].
Dal 1° al 4 settembre 2011, sempre a Labro, si è svolta la seconda festa nazionale di Alleanza per l'Italia detta Noi per cambiare l’Italia[58]. La festa questa volta è stata dedicata interamente alla formazione politica di duecento giovani provenienti da tutte le regioni italiane e sono intervenuti, proprio per dialogare con i giovani di API, i leader dei principali partiti politici italiani: il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, il segretario del PD, Pier Luigi Bersani e il coordinatore nazionale del PDL, Angelino Alfano. Anche importanti amministratori hanno partecipato alla II festa nazionale di API, fra i quali: il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia e il presidente della regione Calabria, Giuseppe Scopelliti. Ospiti della festa sono stati anche il Co-presidente del Partito Democratico Europeo, Francois Bayrou, e il banchiere Alessandro Profumo.
Ad ottobre 2011 il deputato europeo Vincenzo Iovine lascia il partito[59].
Il 12 novembre 2011 il deputato Santo Versace, proveniente dal PdL, aderisce ad API [60]. Il 12 gennaio 2012 il deputato Luigi Fabbri, eletto ne Il Popolo della Libertà e subentrato allo scomparso Mirko Tremaglia, annuncia la sua adesione ad API[61]. Il 15 febbraio 2012 il membro del comitato direttivo di API Cristina De Luca, ex Sottosegretario al Ministero del Lavoro durante il Governo Prodi II, subentrata allo scomparso senatore del PD Mario Gasbarri, non appena proclamata senatrice, annuncia la sua adesione al gruppo Per il Terzo Polo (ApI-FLI)[62].
Nel giugno 2012 lasciano il partito i deputati Linda Lanzillotta[63] e Gianni Vernetti[64].

Ideologia

Alleanza per l'Italia è un partito federale (basti pensare alle espressioni locali come l'Unione per il Trentino di Dellai) che si colloca al centro (con tendenze riformiste) dello schieramento e si propone di unire i moderati, i liberali, i riformisti e i popolari[65]. È caratterizzato anche da un sentimento ecologista[66], sostiene la necessità di costruire una laicità positiva[67] e vuole costruire un polo centrista insieme all'Unione di Centro, a Futuro e Libertà per l'Italia e ai delusi del sistema bipolare[68][69]. Tale decisione della fondazione del movimento è stata criticata dagli ex alleati di Francesco Rutelli già nei giorni precedenti dell'annuncio[70][71].

Punti di riferimento

Alleanza per l'Italia guarda con favore all'esperienza di diversi partiti europei, come l'israeliano Kadima e l'inglese Partito Liberal Democratico.

Promotori

L'elenco dei promotori si trova sul sito nazionale [72].

Struttura

Organi nazionali

Coordinatori regionali

  • Valle d'Aosta: Vera Verducci.
  • Piemonte:
  • Lombardia: Margherita Rebuffoni.
  • Veneto: Sergio Ruzzenente.
  • Trentino: Claudio Molinari
  • Alto Adige: Alessandro Azzarita.
  • Friuli-Venezia Giulia: Enrico Bertossi.
  • Liguria: Giovanni Battista Pittaluga.
  • Emilia-Romagna: Enrico Boselli.
  • Toscana: Pierluigi Piccini.
  • Umbria: Pino Bicchielli (commissario).
  • Marche: Raffaele Delle Fave.
  • Lazio: Luca Danese.
  • Abruzzo: Gino Milano.
  • Molise: Ermina Gatti.
  • Campania: Giacinto Russo.
  • Basilicata: Carmine Nigro.
  • Puglia: Alfonso Pisicchio.
  • Calabria: Franco Bruno.
  • Sardegna: Roberto Capelli.
  • Sicilia: Riccardo Milana (commissario).

Assemblea nazionale

Gruppi parlamentari

Camera dei Deputati

Gruppo Misto - Alleanza per l'Italia
XVI legislatura
7 deputati

Senato della Repubblica

Gruppo Per il Terzo Polo (ApI-FLI)
XVI legislatura
7 senatori

Risultati elettorali


Voti % Seggi
Elezioni regionali 2010[73][74] 135.190 0,60 2
Amministrative 2011 provinciali 13.515 1,4 1
comunali 34.365 1,2 n.d.
comunali siciliane 2.494 0,8 n.d.

Precedenti usi del nome

Nel 2007, alla fine della replica all'assemblea nazionale di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini aveva annunciato che «se si deve uscire dal bipolarismo, se si entra in una nuova fase politica, il partito che per 13 anni è stato strutturato in un certo modo dovrà strutturarsi in modo diverso», un superamento di AN, che nella sua fase finale avrebbe dovuto comportare anche il cambio del nome in Alleanza per l'Italia[75].

Note

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